Mi ricordo questo famoso Pippo…
Mi ricordo che per paura di questo famoso ‘Pippo’ che era questo aereo americano o inglese, non ricordo… […]. Faceva dei piccoli raid, probabilmente di controllo, per vedere movimenti… e c’era un po’ di paura da parte della gente... e allora… magari che mollasse qualche bomba… Avevamo costruito una… che se ci penso è una cosa spaventosa… una specie di rifugio, in fondo ai campi, qua, vicino al canale. Era stata fatta una buca profonda, sembrava… sembrava… una grossa tomba, ma non come quelle egiziane […]. Sarà stata due metri per cinque, sei, con una scaletta che si andava giù […]. Non so perché ci doveva salvare, da cosa non si sa… fatto sta che noi piccoli ci divertivamo da matti […]. Quando era una certa ora, si sentivano da Padova le sirene dei bombardamenti […]. C’era silenzio allora, non c’erano problemi, si sentiva benissimo… e allora mia mamma ci veniva a svegliare tutti e via di corsa, tutti là…
Elvira 1930
Pippo ha due bombe e una mitraglia per tenere sveglia tutta l’Italia
E dopo la notte avevo paura lo stesso, non ti ho mica raccontato che la notte passava ‘Pippo’… Lo chiamavano ‘Pippo’. Allora era venuta fuori la canzone che diceva: ‘Pippo che passa di notte, ha due bombe e una mitraglia, per tenere sveglia tutta l’Italia’. C’è anche questa… che Livio mio era piccolo e l’aveva anche imparata. Pensa che una volta hanno mollato un razzo proprio qui sul campo, proprio qui vicino casa e dopo avevano mitragliato dove hanno rotto la strada, sempre di notte… Insomma, dormivi con il terrore, sai…
Zenia 1920
Una ragazzina per vedere la neve ha acceso la luce di notte …
E qui si viveva un po’ anche in difficoltà perché, specialmente dagli ultimi mesi del 1944, c’era un bombardiere detto ‘Pippo’ che veniva tutte le notti e dove vedeva una luce bombardava, perché pensava che ci fossero movimenti… movimenti di truppe o altre cose del genere… e mi ricordo un fatto che era il mese di dicembre, verso la fine di dicembre del ‘44 e nevicava e lì avevamo una… anzi, abitava di fianco a noi una famiglia con una ragazzina di quindici anni e per vedere la neve ha acceso la lampadina fuori. Noi quando ci siamo accorti di questo… poi aveva acceso la lampadina e poi era andata a letto e… abitava di fianco a noi… abbiamo gridato per mezz’ora perché spegnesse la luce perché appena il cielo si fosse un attimo sistemato arrivava questo famoso ‘Pippo’ che era il terrore notturno… e siamo riusciti a far spegnere la luce e quindi quella notte lì l’abbiamo passata con un po’ di difficoltà… perché, infatti, sono cadute le bombe lì in zona… nella zona della strada di Luvigliano, ed è morto uno, lì, su una casa perché avevano visto le luci accese […]. Era un terrore continuo... una cosa… quando lo sentivi passare non sapevi mai se avesse… perché passava a bassissima quota, a 100 metri, 150 di altezza, con un rumore… diciamo così… di quelli di carattere continuativo, non sono gran forti, però sono quelli che rodono all’interno perché sapevi che poteva portar la morte, insomma, ecco, per una stupidaggine. E noi avevamo allora tutte le finestre… o con dei teli oppure, non avendo teli, si metteva la carta da zucchero […] che era un blu scuro, attaccata con la colla a tutte le finestre, ai vetri. E poi anche le piccole fessure, anche quelle tutte con la colla... si andava ad otturare in modo che non uscisse fuori un minimo di luce, per quanto riguarda le eventuali… il rischio d’attacco di questo apparecchio maledetto, alleato, però per noi era una maledizione in quel momento lì
RB 1924
Si mettevano le coperte alle finestre
… hanno bombardato qua, sa… ‘Pippo’, ‘Pippo’ ha bombardato qua, certo, ed è mancato un certo Gastaldello Mario che era vecchio come me, soffocato… le bombe che hanno buttato giù la casa… [...]. Questo benedetto ‘Pippo’… finestre non ce n’erano neanche a casa mia. Mia mamma ha messo… sa, case vecchie, una volta… adesso… si mettevano le coperte, si aveva il ‘coso’ a carburo e sennò quello a petrolio e anche averlo, per dire, no… e dopo cosa potrei dirle… e questo ‘Pippo’, quando passava ‘Pippo’, la contraerea gli tirava, niente da dire…
Attilia 1928
