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Testimonianze sulla Fiera di Bresseo

Alessandro Borgherini racconta la Fiera nel 1945

Il testimone racconta la Fiera di Bresseo nell’ottobre del 1945 quando finalmente si poteva girare liberamente in bicicletta, accendere le luci e tenere aperte le finestre di casa. La guerra era finita!  Arriva in Fiera la Banda di Praglia per fare festa. Racconta poi di “Tajadela” un personaggio molto popolare all’epoca, un musicista ma anche comico e imbonitore e poi dei metodi più in voga per i giochi d’azzardo.

Paolo Lazzarini racconta la Fiera di Bresseo com’era negli anni Cinquanta

Il racconto del testimone coglie l’essenza dell’evento fieristico nel suo disporsi secolare quale momento ludico certamente ma anche quale occasione per acquisti legati ai bisogni delle case e delle attività agricole di allora. “La Fiera di Bresseo era un faro per noi, atteso da mesi …”

Silvano Faccin racconta la cattura del partigiano Baldan nell’ottobre del 1944

Il testimone racconta il drammatico episodio avvenuto durante la Fiera di Bresseo del 1944, quando i fascisti catturarono Bruno Baldan, uno dei  partigiani più noti e conosciuti del territorio. Aveva dieci anni, stava sulla giostra delle catenelle, quando apparvero i fascisti armati di mitra e tutto fu interrotto … 

… la Fiera del 1943 e le giostre gratuite per i bambini delle elementari …

Il testimone racconta come nell’ottobre del 1943 l’Amministrazione locale provvide a far avere a tutti i bambini della scuole elementari tre biglietti per accedere gratuitamente alle giostre. Un provvedimento che, in uno dei periodi più tragici della storia del Novecento, forse voleva riacquistare a un regime compromesso un po’ di consenso. C’erano tre giostre: quella dei cavallini, quella delle barche e quella delle catenelle …

Arduino Babolin racconta il primo capannone alla Fiera di Bresseo (ca. 1960)

Il testimone, titolare della Trattoria da Maccato, all’epoca una dei locali più in voga tra la borghesia padovana, racconta come gli venne l’idea di realizzare uno spazio per mangiare alla Fiera di Bresseo… sette ettolitri di vino e quattro quintali di trippe erano i consumi medi durante i quattro giorni della Fiera in quegli anni.

Giancarlo Zanovello racconta la Maclura Pomifera

In questo breve video (poco più di 5 minuti) Giancarlo Zanovello illustra e spiega la “Maclura pomifera”. Importata nel corso dell’800 per realizzare siepi impenetrabili per via dei rami con spini acuminati, la pianta detiene diverse proprietà molto utili alla gente dei Colli. 

Straordinaria figura di autodidatta Giancarlo Zanovello ha dedicato la sua vita alla conoscenza degli aspetti naturalistici dei Colli Euganei acquisendo conoscenze e competenze di cui spesso si avvalgono anche esperti del mondo accademico.

Ea tera no se toca…

In questo breve video il testimone (n. 1932)  racconta di come quando, nella cattiva stagione, le strade si allagavano, per andare a scuola bisognava fare una lunga deviazione perché la contadina non concedeva il passaggio sul bordo del campo. Emerge dal racconto il sentimento della terra, una sorta di attaccamento ancestrale alla sacralità della terra, che non poveva essere violata in alcun modo. Emerge anche il rilievo di forme di parentela spirituale che legava la/il “santola/o” (madrina/padrino di battesimo o cresima) con la/il figlioccia/o.

… pescavamo nel Rialto …

il testimone (n. 1950)  racconta di come fosse usuale verso la fine degli anni Cinquanta pescare nel Rialto. Descrive le tecniche e le qualità del pesce che si poteva pescare. Si entrava a piedi nudi e usando la negossa (si tratta di una rete da pesca montata su un cerchio e innestata su un bastone di legno più o meno lungo). Si pescavano breschigi (gamberetti di fiume), pescegatti, scardole, il luccio, la tinca.

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